Stefano-Calligaro

La mia attrazione per la cucina nasce da due figure femminili straordinarie, non soltanto perché si tratta di mia mamma e della mia nonna paterna.
Quest’ultima, Antonietta, è un personaggio a dir poco fenomenale. Un’epicurea e una gaudente della tavola: i suoi piatti erano ricchi e opulenti, legati alla tradizione del Polesine.
Il sapore di quella cucina è la scintilla che ha alimentato il grande sogno di fare il cuoco.
Un sogno che è finalmente divenuto realtà dopo la vittoria della quarta edizione di MasterChef Italia, un’esperienza indimenticabile, al di là di certe diatribe sulle quali non desidero tornare.
Da giovane ho avuto però anche altre passioni. Il rugby, ad esempio. Ero riuscito a entrare nella nazionale Under21, quando a vent’anni un infortunio mi ha indirizzato verso uno sport più tranquillo, la pallavolo, che ancora oggi pratico. Per la mia cucina è fondamentale la ricerca delle materie prime, la sperimentazione di nuovi ingredienti. Viaggio molto per studiare lo street food dei vari Paesi, senza però dimenticare le regole della tradizione e del saper mangiare bene.
La creazione di un piatto o la trasformazione del cibo è come una metafora di vita, la ricerca della felicità raggiunta per tentativi.
Mi piace sempre molto confrontarmi e affrontare nuove esperienze. Negli ultimi anni ho partecipato a decine di show cooking ed eventi di beneficenza, in particolare per Unicef di cui sono goodwill ambassador.
Un saluto a tutti, se volete seguirmi vi ricordo la mia pagina Facebook