marco-moreschi

Nasco nel 1975 a Gussago, in provincia di Brescia. Imprenditore di me stesso, non riesco a stare sotto qualcuno. Sono tosto, diretto, preparato e determinato tanto da considerarmi infallibile, a volte sbagliando: mi autodefinisco antipatico e un gran rompiballe!
La passione per la cucina nasce fin da bambino. Ho iniziato a cucinare a 9 anni quando i miei genitori uscivano e io restavo con la babysitter, amavo imparare e ripetere ciò che faceva. Inoltre ho replicato i piatti della mamma e della nonna, grande cuoca bresciana e, la prima volta che ho cucinato le patatine fritte, ho rischiato di dare fuoco alla cucina. La mia più grande ambizione è riuscire ad essere un papà modello per i miei figli, dimostrando che con impegno e dedizione si può raggiungere qualunque obiettivo.
Credere in se stessi e non mollare mai è l’unica vera lezione di vita. Adoro il mondo del vino, e ho conseguito l’attestato di Sommelier con AIS.
Sogno un progetto imprenditoriale di ristorante/enoteca, ma come gestore, stare in cucina sarebbe limitante. Mi piace cucinare piatti della tradizione rivisitati, soprattutto per l’impiattamento. La fantasia è la miglior dote di un cuoco e il miglior Invention Test è quello che si fa quando si apre il frigo e si deve inventare qualcosa! Mi piace avere la base e, se non conosco una tecnica, studio.
Amo lo sport e l’attività fisica che pratico regolarmente. Sono un pilota di rally e amo i motori. Mi piace la musica e suono in una band come batterista.

Amatoriale si, chef no. È un titolo che viene utilizzato troppo e con troppa facilità oggi… Per avere una qualifica del genere serve una gavetta importante e una notevole esperienza sul campo, solo con dedizione e anni di duro lavoro si può arrivare a fregiarsi di questo titolo. Io amo la cucina e forse non è sangue ma salsa di pomodoro quella che scorre nelle vene, adoro dedicarmici con passione e oggi posso dire che mi diverto facendo tante cose con la padella in mano.
L’esperienza di Masterchef è unica nel suo genere. Entrare in quella cucina ti permette di cogliere sfumature che prima non vedevi e di conoscere persone che possono segnare il tuo percorso culinario. Per me è stato cosi e oggi collaboro e mi diverto con persone uniche, che come me hanno avuto questa grande opportunità, i miei compagni di viaggio, Roberto Perugini e Alain Stratta.

La mia cucina è vera e diretta come me. Adoro gli ingredienti del territorio e mi stimola molto l’idea di partire dalla materia prima per creare il piatto per poter fare emergere le caratteristiche migliori degli ingredienti. Mi piace pensare che si possa tornare a parlare di buono e non solo di bello, che da un ingrediente povero si possa tirar fuori un grande piatto.
Se dovessi identificarmi in un menu? Non amo i vincoli e mi vanno stretti i percorsi guidati e so che potrei identificarmi in tanti menu diversi a seconda del giorno e dell’ispirazione. Il mio menu sarebbe quello che si trova di solito con la definizione di “sorpesa” o “fantasia dello chef”, quindi spazio alla fantasia!

Tra i metodi di cottura è di sicuro quello che richiama più il senso di compagnia e di gruppo. La griglia è qualcosa che porta le persone ad unirsi e che ha una componente di “goduria” pura quando si prepara. Scegliere la legna giusta, calcolare i tempi di preparazione, preparare gli ingredienti, tagliando e marinando, e soprattutto godere del profumo mentre le braci fanno il loro lavoro, è quasi un rituale; accompagnare poi il tempo di cottura con un buon bicchiere di vino rende il tutto una esplosione di emozioni.
Sono entrato a Masterchef con una prova sulle tecniche di cottura e nello specifico la griglia con Joe Bastianich e per me è stato uno stimolo incredibile cercare di meritarmi quel posto in cucina con questa tecnica. Ho dato un tocco orientale grigliando fette di ananas dopo averle panate nello zucchero di canna, il risultato è stato… Da masterchef!

Adoro la carne, qualunque provenienza essa abbia e mi piace scoprire tagli nuovi e coglierne i sapori. Sia essa cruda, stagionata, cotta, per me è sempre un senso di piacere puro lavorare questo magnifico ingrediente.
Non vado molto d’accordo con le salse (ketchup, maionese…) non le ho mai amate e non amo realizzarle, anzi per una ho proprio un senso di repulsione: il ketchup. Non credo di esserci caduto dentro da piccolo, ma anche l’odore mi infastidisce. Spero con questa risposta di non dovermi togliere il grembiule.

Proprio perché si parla di griglia non può essere una competizione, ma solo un momento in cui degli appassionati danno sfogo alla propria creatività attraverso il magico strumento della griglia!
Un momento di festa, un modo per confrontarsi e per arricchirsi anche semplicemente chiacchierando amabilmente con un bicchiere di vino e i profumi di cottura alla brace che accompagnano questo bellissimo momento. Quindi spero di poter assaggiare i piatti dei miei compagni di griglia!

Le mie ricette

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